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In Auditorium, Emanuele Salce porta in scena i funerali del padre Luciano e di Vittorio Gassman

Venerdì 23 marzo alle 21.15 presso il Teatro Auditorium di Molinella va in scena lo spettacolo Mumble Mumble... ovvero confessioni di un orfano d'arte con Emanuele Salce e Paolo Giommarelli.

Un racconto ironico, dissacrante, intimo, coraggioso: una tragicomica confessione di un orfano d’arte.
Emanuele Salce, con l’ironia e la verve che lo caratterizzano, è il narratore di tre morti: quella di suo padre naturale, il regista Luciano Salce, quella del secondo marito di sua madre e suo padre adottivo, Vittorio Gassman e, infine, quella metaforica: la sua.


Di ricordo in ricordo, mescolando registri e toni, tra divertimento ed emozione, il protagonista rivive i momenti più grotteschi dei due funerali tra amici di famiglia, becchini, finti parenti, politici e prelati.
Un vero e proprio carosello a tinte surreali di sacro e profano.

Abbiamo rivolto alcune domande a Emanuele Salce in vista dello spettacolo in Auditorium, ecco l’intervista.

Come nasce l’idea di portare in scena “mumble mumble” e soprattutto perché ha deciso di rappresentare proprio il momento del funerale?
Nasce quasi per caso quando mi fu commissionata una serata. Ci pensai un po’ e onestamente non avevo la necessità di scrivere nulla di preciso.  “Mumble mumble.. ovvero confessioni di un orfano d’arte” mi venne fuori quasi per caso. Ho deciso di focalizzarmi sui  funerali non tanto come momenti di tristezza, ma piuttosto come grande follia dell’umana capacità di essere inadeguata in alcune situazioni. È un’occasione per ridere di noi stessi.

Nel video, l’attore Emanuele Salce racconta lo spettacolo ↓

Nel 2009 Emanuele Salce ha raccontato la figura di suo padre Luciano  nel documentario “l’uomo dalla bocca storta” – film presentato al IV Festival Internazionale del Film di Roma e che  ha avuto la menzione speciale come miglior documentario sul cinema ai Nastri d’argento 2010.
Che sensazioni ha provato nel parlare di suo padre mettendosi a nudo sul palco, senza il filtro della videocamera?
Le due esperienze sono state completamente diverse, per quanto entrambe sono state scritte a 20 anni dalla scomparsa di mio padre Luciano. Avevo paura che, nella frenesia e nella proverbiale memoria corta degli italiani, Luciano Salce venisse dimenticato. Così insieme a queste due opere, ho scritto una monografia “ Luciano Salce. Una vita spettacolare” insieme ad Andrea Pergolari.  Per realizzare il documentario, ho passato dei mesi dentro agli archivi a cercare notizie di mio padre, è stato come trascorrere un’intera estate con lui. Col senno di poi, è stata l’occasione per mettere a posto emozioni e ricordi. Lo spettacolo che andrà in scena questa sera a Molinella è stato più un mio mettermi in gioco davanti a un pubblico. Doveva essere uno spettacolo unico, mentre invece è dal 2009 che va in scena.

Lei fa l’attore, così come suo padre naturale Luciano e il suo padre adottivo Vittorio Gassman: quanto ha pesato nella sua formazione?
L’atmosfera del mondo dello spettacolo l’ho sempre respirata, anche se da giovane l’ho rifiutata. Il parlare con la voce impostata, le pause.. erano quotidianità in casa.
Imparare il mestiere dell’attore è stato comunque  un percorso molto personale e non famigliare, volevo allontanarmi dalla loro figura per affermarmi in autonomia. Solo verso i quarant’anni ho capito che era arrivato il momento di condividere con il pubblico questo aspetto più privato.

Informazioni
Teatro Auditorium di Molinella
Via Mazzini, 90 – 40062 Molinella (Bologna)

Ingresso: Intero € 15 | Ridotto € 12 | Coupon sconto € 10 | Studenti € 8 (gruppi scuola)