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Il cortile della Biblioteca ospita l’affresco raffigurante la Battaglia della Riccardina (o della Molinella)

Sabato 12 maggio alle 17,  presso il Cortile della Biblioteca si inaugura la riproduzione muraria dell’affresco raffigurante la battaglia della Riccardina (o della Molinella) combattuta nel 1467. 

In occasione dell’inaugurazione – promosso dal Comune, dall’Istitituto Comprensivo e dal Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Milano – sono stati organizzati dalle 15.30 diversi approfondimenti in Auditorium: l’illustrazione dello scontro bellico di Francesca Vaglienti (docente di Storia e Archeologia Medievale), un concerto di musica antica con l’ensemble “Il Bel Humore” e la ricostruzione storica a cura dell’associazione culturale “Famaleonis”.

LA STORIA

L’affresco – che oggi si trova nel Castello di Malpaga in provincia di Bergamo e attribuito al Romanino – ricorda una celebre battaglia che ebbe luogo proprio in questi territori. Nel lontano 1467 qui si scontrarono le truppe del famoso capitano Bartolomeo Colleoni, che curava gli interessi di Venezia, e quelle di Federico da Montefeltro, duca di Urbino, alleato con i Medici, gli Sforza, il re di Napoli Ferdinando d’Aragona e Giovanni II Bentivoglio signore di Bologna.
I due eserciti vennero a contatto fra San Martino in Argine, sulla riva sinistra dell’Idice.

In questa battaglia, per la prima volta, si impiegarono le armi da fuoco come una moderna artiglieria da campagna.
Alla genialità del Colleoni si deve infatti l’invenzione di artiglierie mobili costituite da colubrine e da spingarde montate su affusto, molto più maneggevoli di quelle degli avversari che dovevano portarle su carri e scaricarle per l’impiego in battaglia.
Fra i feriti della battaglia il più illustre fu Ercole I d’Este, colpito ad un piede da una spingarda.

L’episodio viene ricordato dall’Ariosto nell’ “Orlando Furioso” (canto III) con questi versi:

“Ercole or vieni ch’al suo vicin rinfaccia,
col piu’ mezzo arso e con quei debol passi,
come a Budrio col petto e con la faccia
il campo volto in fuga gli fermassi”

Dopo la battaglia, il cui esito rimase incerto, il Colleoni si rifugiò a Molinella, dove si ammalò di malaria, malattia che presumibilmente lo condusse a morte otto anni dopo nel suo castello di Malpaga, in provincia di Bergamo.